Ci sono moltissime ragioni per affrontare un’esperienza all’estero da soli. Anche se inizialmente l’idea può spaventare, questa scelta porta enormi vantaggi, in grado di fugare ogni dubbio. Eccone alcuni:

1. Vi prenderete una lunga pausa da tutto e da tutti;

2. Potrete trascorrere il vostro gap year, l’anno sabbatico che precede l’ingresso nel mondo universitario o in quello del lavoro, in totale senso di libertà e indipendenza;

3. Vi metterete alla prova, sperimentando la vostra capacità di sopravvivenza;

4. Vivrete questa esperienza totalmente in prima persona, senza alcun filtro o protezione rappresentato da chi ci conosce già;

5. Incontrerete tantissime persone nuove, facendo amicizie “internazionali”;

6. Scoprirete diverse culture e molteplici modi di vivere;

7. Crescerete anche interiormente, scoprendo quali sono i vostri veri obiettivi e priorità;

8. Imparerete la lingua molto più velocemente;

9. Eviterete di dover conciliare le esigenze di due persone, perché anche quando si è amici si hanno gusti e preferenze diversi: potrebbe persino capitare di avere opinioni totalmente divergenti ma di voler essere accomodanti perché la persona dall’altra parte è, comunque, un proprio amico;

10. Al vostro ritorno, condividerete con autentico orgoglio tutto quello che avete vissuto, forti della sensazione “ho fatto tutto da solo!!” che solo chi ha provato in prima persona conosce realmente.

È innegabile che quando si parte in due ci si chiude dentro un guscio, costituito dalla sicurezza e della tranquillità che proviene dall’essere con una persona conosciuta: ci si impigrisce, si ha meno voglia di scoprire tutto quello che si ha attorno perché, obiettivamente, si ha già qualcuno con cui chiacchierare, studiare e trascorrere il tempo libero.
Tutto questo, peraltro, è di forte ostacolo nei progressi con la lingua: quando si vuole imparare una nuova lingua, sostanzialmente, è fondamentale “abbandonare” chiunque abbia le nostre stesse origini. Certo, conoscere un italiano che vive o è in vacanza dall’altra parte del canale della Manica non è una probabilità molto remota: proprio per questo, è buona cosa una full immersion nella lingua, almeno a scuola e nella vita “domestica”.

E poi… avete mai pensato all’eventualità che, all’ultimo momento, il vostro compagno di viaggio decida di rinunciare? Non è così improbabile, ci possono essere mille variabili (dall’imprevisto all’abbandono volontario) e vi ritrovereste spaesati e a dover ripianificare tutto. È sempre meglio fare affidamento sulle proprie forze e capacità, anche perché scoprirete che una vacanza studio da soli è una delle esperienze più stimolanti e gratificanti che possiate vivere.

I tuoi genitori non ti fanno partire da solo o vuoi viaggiare con i tuoi amici? Se la partenza in due (o più) dovesse proprio essere condizione imprescindibile del vostro viaggio, è consigliabile chiedere di vivere in famiglia o in residence, dove ci sono altre persone con cui sarà obbligatorio cimentarsi nella lingua inglese, oppure ancora chiedere due alloggi differenti ma poco distanti, di modo da non sentirsi troppo isolati.
Insomma, non c’è un consiglio o una regola universale per viaggiare da soli. È, molto più semplicemente, una questione di “approccio”: dipende da voi e dalla voglia che avete di scoprire realmente cosa volete e cosa siete in grado di fare. Una cosa, però, è certa: avrete delle grandissime soddisfazioni.

STUDIARE INGLESE ALL’ESTERO

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